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Intervista con gli Elisir
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Intervista con gli Elisir

Di Andrea Turetta

Il progetto Elisir nasce nel 2002 da un’idea della cantante e autrice dei testi Paola Donzella, affascinata dall’atmosfera culturale e musicale francese degli anni ’30 e dalla canzone d’autore italiana. E’ difficile recintare la loro musica in rigide definizioni di genere, molte le fonti di ispirazione: la formazione classica di Paolo Sportelli (compositore e arrangiatore, produttore artistico del progetto), il legame e le suggestioni della terra d’origine di Paola Donzella, la Sicilia, e la passione culturale e poetica per la Francia. Tutto questo rielaborato in un immaginario poetico del tutto personale, trasognato e ironico al tempo stesso. A loro si uniscono poi Daniele Petrosillo (contrabbasso), Daniele Gregolin: (chitarra) e vantano la prestigiosa partecipazione come ospite fisso di Walter Calloni alla batteria. Il loro nuovo album s’intitola “Pere e cioccolato”… Ecco l’intervista con il gruppo…

Nella vostra musica è forte il contatto con la musica francese anni ’30. La trovate particolarmente vicina al vostro modo di intendere la musica?
La musica di ispirazione anni ‘30, lo swing manouche di Django Reinhardt sono particolarmente vicine al nostro modo di intendere la musica. Si tratta comunque di uno dei tanti “ingredienti” musicali a cui ci ispiriamo.

Rispetto al vostro disco autoprodotto del 2005, “Il Cane che fuma”, quali novità sono presenti nel vostro nuovo album?
Una maggiore ricerca ed esplorazione di più mondi musicali, si passa dallo swing, ai colori mediterranei, dalla classica ad un gusto più rock. È maturato anche il nostro modo di scrivere in questi anni. Inoltre in “Pere e Cioccolato” sono presenti numerosi ospiti che non fanno altro che arricchire il lavoro come la ciliegina sulla torta.

Quali sono stati i percorsi che vi hanno condotto a formare la vostra band?
Nell’estate del 2002 ero in Francia dove ho conosciuto alcuni musicisti e cantautori che mi hanno fatta appassionare allo swing manocuhe. Tornata in Italia ho conosciuto Paolo Sportelli e subito è nata una forte alchimia artistica. Abbiamo iniziato a scrivere insieme le canzoni, lui la parte musicale ed io quella letteraria. Ci hanno poi seguito Daniele Petrosillo, Daniele Gregolin e Walter Calloni.

Quanto conta la musica nella vostra vita?
La musica colora e completa la nostra vita, non è solo una professione, nasce da una intensa passione.


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I giovani artisti quanto hanno da imparare dai loro predecessori?
Bisogna sempre imparare e soprattutto essere curiosi rispetto a chi ha già fatto un percorso importante.

Oggi i giovani si sentono spesso in un clima di precariato. Succede anche a chi fa musica?
Soprattutto a chi fa musica, purtroppo! Probabilmente per scegliere di fare questo mestiere è il momento peggiore.

Quanto contano la sincerità e la naturalezza, quando si fa un disco?
Sincerità e naturalezza sono due elementi fondamentali dell’essere artista.

Le canzoni del disco sono nate così, oppure hanno avuto bisogno di più stesure?
Alcune sono nate di getto e altre invece sono frutto di una maturazione. In alcune canzoni nasce prima il testo, in altre la musica, in altre ancora io e Paolo lavoriamo insieme contemporaneamente alla stesura del pezzo.

Per arrivare ad incidere questo nuovo lavoro avete dovuto bussare a tante porte?
Essendo da un po’ di anni nella musica è stato naturale trovare delle persone che hanno creduto in noi fin da subito. Con loro si è creato un team di lavoro per un obbiettivo comune.

Ci sono dei momenti particolari nel corso della giornata, nei quali nascono le vostre canzoni?
Nessun momento particolare, dipende da semplici e talvolta casuali ispirazioni…

Una cosa importante nei vostri pezzi credo sia la fantasia… intesa anche come creatività…
Spesso i testi nascono da spunti autobiografici ma molte volte si tratta di storie e personaggi immaginari, frutto della mia fantasia.

Per un autore, quanto è importante saper cogliere e sintetizzare quanto gli sta attorno?
Il saper cogliere e annusare ciò che ci circonda, nelle sue piccole sfumature, credo che sia ciò che distingue l’artista da una persona comune.

Trovate che il settore musicale stia uscendo da anni di crisi creativa e commerciale?
È da anni che il settore musicale è in crisi creativa. Gli artisti che hanno veramente qualcosa da dire hanno poco spazio per esibirsi.

La musica, specie negli ultimi anni, è anche immagine… c’è il rischio che questa finisca con l’oscurare le varie composizioni?
Questo può capitare quando il contenuto artistico è poco valido ma se il contenuto è di spessore l’immagine può sostenerlo senza il rischio di oscurarlo.

Siete soddisfatti di quanto state raccogliendo con questo vostro disco?
Siamo molto contenti perché pur trattandosi di un lavoro raffinato, stiamo raggiungendo un numero sempre maggiore di persone che ci seguono.

Sito del gruppo:
www.elisirclub.com

www.cartadamusica.it


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